Come ogni sera, più o meno intorno alle 20 a Giovanni iniziavano a ridergli gli occhi. Era uno strano fenomeno che si ripeteva ogni sera ormai da anni, lui pensava, anzi era sicuro che prima o poi si sarebbe studiato il suo caso sui libri di scienza. Entrava in bagno e iniziava a specchiarsi, si metteva difronte, di lato, di sbieco per riuscire a guardarsi da ogni prospettiva. Da qualsiasi posizione si mettesse lo specchio rifletteva sempre lo stesso viso olivastro scavato, i suoi occhi neri enormi incorniciati dai capelli lucidissimi. Ogni sera era sempre la stessa scena, prendeva il pettine lo passava sotto l’acqua del lavandino, un paio di volte e poi si pettinava i capelli con cura. Soddisfatto della sua pettinatura indossava una delle sue innumerevoli magliette bianche, ne aveva di tutte le fogge e dimensioni ma sempre e solo di colore bianco. E poi solo dopo aver dato l’acqua alla sua piantina di rose selvatiche prendeva le chiavi di casa e usciva. Faceva lo stesso percorso da anni ma per lui ogni giorno era come se fosse il primo, perché riusciva a vedere sempre qualche dettaglio che gli era sfuggito il giorno prima e di questo Giovanni se ne entusiasmava. Solo in un punto della strada sentiva ogni volta lo stesso pizzico al cuore, ed era lungo una discesa che portava al mare, subito dopo la chiesa di San Leonardo. Faceva quel tratto di strada con il cuore che gli andava a mille, poi lentamente mano a mano che arrivava al mare i battiti rallentavano. Finalmente era arrivato sulla spiaggia, e velocemente andava verso la riva senza togliere le scarpe fino a quando era costretto a togliersele perché erano piene di sabbia, metteva i piedi in acqua e tutto intorno a lui rallentava. Camminava fino al suo piccolo scoglio dove amava sedersi tutte le sere. Su quello scoglio, Giovanni, i suoi occhi e il mare si riunivano. Giovanni vedeva il mare come una coperta blu che voleva sollevare, i suoi occhi vedevano Lei e, il mare vedeva gli occhi di Giovanni. Ogni sera Giovanni si ripeteva: “Lei te l’ha detto che non c’è niente di cui aver paura, vai! entra ora. Lei non poteva aver detto qualcosa che non era, Lei aveva quegli occhi ( ma te li ricordi quegli occhi?) non poteva che essere vero.”
Giovanni ogni sera ci provava ma aveva paura di quel mare che era sempre diverso, nonostante andasse lì sempre alla stessa ora, facendo sempre gli stessi gesti e provando sempre lo stesso pizzico al cuore. Era arrivato Settembre e quella sera Giovanni come tutte le sere va verso il suo scoglio, ma non si siede, no, entra in acqua con una naturalezza che non sospettava di avere. Stranamente quella sera non pensava a niente, i suoi occhi ridevano come sempre e il mare rideva con loro. Giovanni uscì dall’acqua completamente bagnato e solo allora capì che aveva nuotato in mare ce l’aveva fatta, non aveva più paura. Solo una cosa non era come Lei aveva detto. Lei non c’era, Lei gli ripeteva: “dopo la paura io sarò lì con te.” Giovanni era bagnato aveva avuto paura ma Lei non c’era ancora. Giovanni e i suoi occhi vanno verso casa, fanno la salita dopo il mare, e prima della chiesa di San Leonardo sente un pizzico sul braccio. Giovanni pensa che il suo cuore dopo la nuotata si sia spostato al posto del braccio e viceversa. Il vento passa tra i suoi capelli e girandosi di scatto capì che Lei era vera, Lei era arrivata.